Accisa sui prodotti nocivi per la salute

Junk_food_copy_ Il governo russo sta programmando l’applicazione di accise su prodotti nocivi per la salute, come le bevande gassate e l’olio di palma _ 

Il 18 gennaio, a termine di una riunione di governo, il primo ministro Dmitrij Medvedev ha annunciato che nelle sedi governativi si sta discutendo circa l’ampliamento della lista di prodotti soggetti ad accise. In particolare si sta pensando all’applicazione di accise su alcuni prodotti nocivi alla salute. Tra questi, oltre all’olio di palma e alle bibite gassate, potrebbero rientrare anche le patatine fritte e le sigarette elettroniche o gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri e grassi (con valutazioni effettuate secondo la metodologia fornita dall’OMS).

Ci sarebbe anche la variante che vede l’imposizione di accise direttamente su zucchero e olio di palma, con una conseguente ricaduta sui prezzi dei prodotti contenenti questi ingredienti.

Il provvedimento comporterebbe un notevole vantaggio per le tasche pubbliche, ma anche un miglioramento generale della salute dei cittadini russi. Tuttavia, sebbene si ipotizzi l’adozione di accise già a partire da luglio di quest’anno, rimangono ancora alcuni dubbi sui tassi percentuali da applicare.

Ovviamente, i produttori e i rivenditori di alimenti a base di olio di palma iniziano a preoccuparsi. Già nell’estate 2015 un gruppo di deputati aveva tentato di far approvare una legge che limitasse la pubblicità di prodotti ritenuti nocivi per la salute. La proposta non ebbe un riscontro favorevole in parlamento, ma la questione è rimasta aperta. Natalja Koroj, direttore commerciale della holding “Solnecnye produkty”, ha affermato che le accise ricadranno principalmente sulle spalle dei consumatori, dato che in molte preparazioni risulta difficile sostituire l’olio di palma.
Alle domande di Vedemosti in merito alla questione, i rappresentanti di Pepsi e Coca-Cola non hanno lasciato alcun commento, mentre i rappresentanti di Unilever e Nestlè non hanno risposto alla richiesta di informazioni.

Dopo le severe misure contro il fumo, dunque, il governo russo è intenzionato a proteggere ulteriormente sia la salute dei propri cittadini, sia la condizione economica.
Per avere un’idea più dettagliata della situazione è sufficiente osservare come negli ultimi tempi l’utilizzo di olio di palma in Russia stia aumentando (a gennaio 2015 Mosca ha importato 794 000 tonnellate di olio di palma). Se ci fosse stata un’accisa, nelle casse pubbliche sarebbero entrati 12,2 miliardi di rubli (circa 160 milioni di dollari).

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