Cittadinanza poetica

swan_ La Russia è il paese dei poeti. Per questo in futuro gli immigrati potranno diventare cittadini russi grazie alla poesia. Questa è l’idea alla base di SVAN, spettacolo teatrale diretto da Kvjatkovskij_ 

Al Centro Mejerchol’d di Mosca va in scena lo spettacolo SVAN, in cui la Russia del futuro consente agli immigrati potranno ottenere la cittadinanza russa dopo un esame di composizione poetica.
L’opera teatrale può definirsi una vivace commistione di pulsioni creative differenti. A recitare sul palco ci saranno infatti le stelle provenienti dal laboratorio teatrale di Dmitrii Brusnikin (MChAT, Teatro dell’Arte di Mosca). A dirigerli ci sarà Jurij Kvjatkovskij, regista già rinomato nel panorama teatrale russo, con la sceneggiatura rigorosamente in versi di Andrej Rodinov e Katerina Trepol’skaja.

Le vicende rappresentate sul palco hanno luogo in una Russia del futuro, in cui per ottenere la cittadinanza occorre superare un test di composizione poetica. In un esame del genere non c’è niente di sorprendente, affermano i creatori dell’opera, dato che “la Russia è il paese dei poeti”, e solo un vero poeta può diventarne cittadino. A dirigere il test ci sono gli impiegati del servizio per l’immigrazione, chiamati SVAN (dall’inglese swan, cigno), i quali fanno di ogni piccolo anatroccolo centro-asiatico un cigno dal passaporto russo.

SVAN è un’evidente satira sull’assurdità legata al problema dell’immigrazione clandestina e della burocrazia elefantiaca presente in Russia. E il ritratto di questo sistema assurdo è talmente preciso da essere riconosciuto all’istante dallo spettatore. Il merito di quest’effetto va attribuito sia al pregevole testo in versi scevro di citazioni, sia all’eccellente recitazione dei pupilli di Brusnikin, ma anche alla scenografia, con gli spazi interni futuristici in cui si riconoscono gli uffici dei funzionari odierni.

Lo spettacolo sarebbe chiaro e conciso (dura appena un’ora), se non fosse per il monologo finale in cui un migrante, un estraneo finalmente diventato cigno, medita sulla vera identità russa. Lo spettatore inizia così a riflettere, a pensare. E forse, lo sfacelo e la burocrazia infinita non sono che tentativi di imbrigliare e controllare la grande anima russa.

Diritti immagine: http://kultmsk.ru/teatr/trecenzii/swan

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