Prospettive artiche

arctic-139393_960_720_ Gli esperti si interrogano sul futuro del SevMorPut’ (Severnij Morskoj Put’), la tratta marina che, attraversando i ghiacci artici, unisce i porti delle regioni settentrionali_

“Il nostro obiettivo è rendere il SevMorPut’ un corridoio commerciale di rilevanza mondiale, comprendendo anche il trasporto di container, che attualmente è la modalità principale di trasporto merci. Chiedo al governo di lavorare ulteriormente in questa direzione”, ha affermato il presidente Vladimir Putin lo scorso autunno al Forum dell’Economia Orientale a Vladivostok.
Il Ministero dello Sviluppo Orientale ha dunque commissionato uno studio in grado di rilevare gli eventuali vantaggi concorrenziali del SMP. Il vicepremier Dmitrij Rogozin, con un intervento al forum “Artico: presente e futuro” tenutosi in dicembre, ha visto nel SevMorPut’ una “Via fredda della seta”. Ha anche aggiunto che la costruzione di nuove rompighiaccio consentirà di rendere questa tratta navigabile durante tutto l’anno, accessibile alle navi portacontainers provenienti da tutto il mondo.

Ma il 2015 mostra un quadro diverso: anche se il ghiaccio non ci fosse e le rompighiaccio non servissero più, non sono in molti a voler percorrere le rotte artiche. “Lo scorso anno, nel periodo che va da metà agosto a metà ottobre, la superficie dell’acqua del SMP era libera dal ghiaccio, a tal punto che le imbarcazioni potevano percorrerla anche senza il supporto di una rompighiaccio”: così ha risposto il Ministero dei Trasporti. Tuttavia, queste condizioni favorevoli sono state sfruttate da un solo mercantile, il Winter Bay.
Per avere un’idea generale della portata del SMP, è sufficiente osservare i dati relativi al 2015: l’anno scorso appena 18 imbarcazioni hanno percorso la rotta artica (in media, questo è il numero di mercantili che in 9 ore attraversano il Canale di Suez). 6 di questi mercantili battevano una bandiera straniera, e solo 3 hanno compiuto la tratta nelle due direzioni (andata e ritorno).
Il volume delle merci trasportate è un altro indicatore interessante: il carico totale delle merci ammonta a 40 000 tonnellate, sette volte inferiore al carico del 2014 e trenta volte inferiore al valore del 2013. A crescere invece è stato il Canale di Suez, registrando 998,7 milioni di tonnellate. Con questi dati alla mano, alcuni studi suggeriscono dunque di non prendere troppo seriamente l’alternativa artica, dato che nel mondo del trasporto marittimo le compagnie non sembrano propense a cambiare le tratte esistenti.

“Per ora il SMP è solo qualcosa di esotico”, ha affermato Michail Ganelin, analista della compagnia d’investimenti Aton. Stando alle sue parole, il SMP dovrebbe essere sviluppato non solo dal punto di vista delle infrastrutture, ma anche da quello della divulgazione, della pubblicità. “Il governo deve promuovere questa tratta alle compagnie di trasporto marittimo”, afferma Ganelin. È evidente che ai trasportatori conviene utilizzare le rotte già esistenti, tanto più che le tariffe di nolo sono ai minimi storici.

D’altra parte Denis Vorcik, analista affiliato alla corporation finanziaria Uralsib, ritiene che non bisogna parlare seriamente del SMP come una tratta in fase di sviluppo. “Non è necessario preoccuparsi per le dinamiche degli indicatori del transito: imbarcazione più o imbarcazione meno, il volume di trasporti è comunque molto basso”. La rotta principale di scambio commerciale tra Europa e Asia, il Canale di Suez, è attiva già da molto tempo e, sempre secondo l’esperto, è poco probabile che qualcuno nel mercato dei trasporti decida di attraversare il SMP in condizioni di basse tariffe di nolo marittimo, anche se la tratta artica è di fatto più breve. Ma ci sono molte altre questioni aperte: l’accessibilità in tutte le stagioni, i rapporti commerciali sempre più complicati, la quantità di porti di grandi dimensioni, lo sviluppo delle infrastrutture.
A complicare le cose, la decisione dell’Egitto di aprire una seconda “linea” nel Canale di Suez, che di fatto rende quasi impossibile per il SMP competere seriamente con il rivale egiziano.

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