Dominio russo nei cieli siriani

Russian_Air_Force_Sukhoi_Su-24_at_Latakia_Air_BaseL’aeronautica militare russa sembra aver preso il sopravvento nello spazio aereo siriano. A dirlo sono gli americani di Stratfor, con tanto di foto dal satellite. 
Per gli addetti ai lavori, Stratfor è l’abbreviazione di Strategic Forecasting, editore e impresa di servizi segreti con base in Texas. Ieri gli analisti americani hanno pubblicato un articolo in cui si analizza la presenza di aerei militari russi sopra Damasco.
Stando agli autori della ricerca tutto è iniziato lo scorso 24 novembre, con l’abbattimento del Su-24 russo da parte della contraerea turca. Questo evento avrebbe infatti fornito a Mosca una ragione per espandere il proprio potenziale di difesa aerea in Siria. Prima dell’incidente, la copertura area era garantita dal dispiegamento di quattro caccia multiruolo Su-30 volti a svolgere operazioni di gruppo.
Una settimana dopo l’incidente in Turchia, sono stati individuati bombardieri russi Su-34 dotati di missili aria-aria R-27. La Russia ha anche prontamente dislocato in Siria sistemi missilistici terra-aria avanzati, come il Buk e il S-400 Triumph. Dalle immagini satellitari sono visibili i veicoli adibiti al sistema S-400, ubicati nella base aerea Bassel al Assad, nei pressi di Latakia.

Sempre secondo gli esperti americani, la Russia ha incrementato il proprio arsenale aereo per evitare che altri paesi possano prendere parte al conflitto siriano. Ci sono infatti numerosi rapporti secondi i quali la Turchia starebbe considerando un intervento militare in Siria. Anche alcuni nazioni arabe, come gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, hanno fatto alcune dichiarazioni riguardo a un possibile invio di truppe. Così, a metà gennaio la Russia avrebbe presumibilmente iniziato a dispiegare i Beriev A-50 (Sistema di allarme e controllo aviotrasportato) per avere un controllo maggiore sul territorio e per garantire una più efficiente copertura dei cieli siriani.
Lo scorso weekend, inoltre, sono giunti in Siria quattro caccia multiruolo avanzati Su-35, per pattugliare al meglio lo spazio areo sopra Damasco. Infine, i nuovi Pantsir S-2, sistemi antiaerei dotati sia di missili che di mitragliatrici pesanti, sono stati individuati nella base Bassel al Assad. Probabilmente sono stati dislocati in sostituzione dei Pantsir S-1, precedentemente utilizzati sempre in questa campagna.

Con una presenza così massiccia, la Russia sarà in grado di ostacolare gli sforzi bellici degli oppositori di Assad. Gli Stati Uniti e i loro alleati potranno ancora condurre attacchi aerei contro l’IS, ma la presenza russa così attiva nei cieli siriani impedisce ogni prospettiva di includere, tra i bersagli, le forze lealiste. Turchia a Arabia Saudita, per esempio, da lungo tempo stanno cercando di rimuovere il governo di Assad, ma ogni tentativo di fornire un sostegno unilaterale ai ribelli tramite il loro supporto aereo andrebbe ora a scontrarsi con la difesa aerea russa. Gli Stati Uniti sono oggi più restii a inasprire le tensioni con la Russia. Intenzionati a non perdere di vista l’impegno della lotta all’IS, gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di affrontare il potere aereo russo nei cieli siriani.

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