PLATON: perché i camionisti russi sono sul piede di guerra?

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Gli autotrasportatori di 43 regioni russe hanno indetto uno sciopero interregionale di dieci giorni fino al 1 marzo.
Da novembre i camionisti protestano contro l’introduzione di PLATON, un sistema di pagamento digitale del pedaggio autostradale per i mezzi pesanti in aggiunta al pedaggio autostradale standard.

Platon è stato introdotto nel novembre 2015 e da allora i camionisti e il governo si trovano su lati opposti della barricata.
Ufficialmente, il motivo per l’introduzione del nuovo pedaggio è la necessità di finanziare la riparazione dei danni al manto stradale provocati dai mezzi pesanti. Tuttavia c’è chi sospetta che tale aumento del pedaggio limitato ai mezzi pesanti sia piuttosto collegato alla necessità di raccogliere più fondi possibile nelle casse dello stato, in un momento di forte crisi in cui il rublo si è svalutato e il prezzo degli idrocarburi (principale fonte di guadagno della Russia) si trova a un terzo del livello del 2014.
Altri ancora puntano il dito contro la poca trasparenza dell’appalto per la gestione del servizio, assegnato a una società di proprietà di Igor’ Rotenberg, figlio di Arkadij Rotenberg, miliardario e amico d’infanzia di Vladimir Putin.
I camionisti e rappresentanti di diverse aziende sostengono che l’introduzione di Platon porti a un aumento significativo dei costi di trasporto, con probabili conseguenze sul prezzo delle merci. Quindi, un aumento mirato del pedaggio autostradale potrebbe andare a pesare visibilmente sulle tasche del consumatore, con un aumento del prezzo al dettaglio dei generi di prima necessità. Questa tesi è stata sostenuta anche da German Gref, ex-ministro e attuale presidente di Sberbank, la principale banca russa.

Scesi in piazza già a novembre, quando la tariffa iniziale di Platon era 1,53 rubli al km, gli autotrasportatori hanno deciso di indire un vero e proprio sciopero generale quando il governo ha annuncio un raddoppio del pedaggio (3,06 rubli al km) a partire dal 1° marzo 2016.
Tali tariffe sembrano trascurabili per gli standard italiani, ma assumono un significato diverso se applicate al contesto russo e alle enormi distanze da percorrere fra una parte del paese e l’altra.

Il vice-ministro delle finanze Arkadij Dvorkovič ha annunciato la cancellazione del previsto aumento del pedaggio, precisando che ciò comporterà una perdita di 25 miliardi di rubli per il bilancio.
Nonostante ciò i camionisti hanno deciso comunque di proseguire lo sciopero come annunciato.

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