Kadyrov: il padrone della Cecenia

_di Andrea Castagna

_ La storia della Russa è sempre stata costellata di individui dalla forte personalità che hanno fatto del raggiungimento del successo politico la propria ragione di vita. Eppure, pochissimi sono stati tanto indecifrabili quanto assetati di potere come l’attuale capo di stato della Cecenia, Ramazan Kadyrov.

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_ Definito da molti come la pistola fumante di Putin nel Caucaso, Kadyrov è di fatto il padrone assoluto della Repubblica Cecena dal 2006, quando il suo predecessore, Sergej Abramov, decise di farsi da parte, dopo essere stato coinvolto in alcuni attentati mai del tutto chiariti. Del resto, in Cecenia, il potere si raggiunge solo con la forza e lo stesso padre di Kadyrov, Ahmad, primo presidente eletto Repubblica Autonoma di Cecenia, rimase ucciso nel 2004 in un attentato che distrusse completamente lo stadio di Groznyj. È anche per questo che Kadyrov figlio, negli anni, si è circondato di numerose guardie del corpo che controllano ogni suo spostamento. Alcune fonti parlano addirittura di un esercito paramilitare di trentamila uomini, dotati di elicotteri da guerra e carrarmati, i quali sono ovviamente visti come una possibile minaccia persino da Mosca.

_ Questo anche perché durante la prima guerra in Cecenia (1994-1996), Kadyrov è stato a capo, insieme al padre, di una milizia indipendentista temutissima dall’esercito russo. Ma, a causa dei contrasti con i Mujaheddin e i foreign fighters finanziati dall’Arabia Saudita, durante la seconda guerra in Cecenia (1999-2000), “il clan dei Kadyrov” voltò le spalle alla causa indipendentista. E dopo essere stato investito da Putin della carica di presidente nel 2007, Kadyrov si è personalmente impegnato ad estirpare ogni focolaio di resistenza in Cecenia, anche tramite i metodi brutali e violenti dei suoi fedelissimi uomini.

_ Oggi Kadyrov è così potente che, nonostante sia stato coinvolto in numerosi e controversi episodi di violazione dei diritti umani, nessuno sembra essere in grado di scalfire il suo regno. Forse perché il 39enne ceceno è anche un abilissimo e amatissimo comunicatore di sé stesso. Il suo account ufficiale Instagram (kadyrov_95) conta quasi due milioni di seguaci e nelle sue 6900 fotografie, Kadyrov mette orgogliosamente in mostra l’amicizia con Putin, la passione per le armi e per la religione Islamica.
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_ Kadyrov è infatti un musulmano praticante e durante la sua lunga presidenza non ha mai fatto mancare il proprio sostegno al mondo islamico. Come nel 2008, quando ha fatto costruire una sfarzosa moschea nel centro di Groznyj, chiamata in seguito “cuore della Cecenia”. Oppure quando, dopo i primi attentati di Parigi, si è scagliato pubblicamente varie volte contro il giornale satirico Charlie Hebdo, colpevole, secondo il leader ceceno, di avere “insultato il profeta”.

_ Nonostante il suo carattere autoritario, Kadyrov sembra però godere di una fiducia illimitata da parte del Cremlino. Anche perché il rischio è che, senza l’azione di contenimento del leader ceceno, il Caucaso russo e i suoi corridoi energetici possano ripiombare nel caos degli anni ’90. Soprattutto perché Kadyrov ha sempre dichiarato di essere pronto a combattere personalmente contro ogni Jihadista che, dal medio oriente, metterà piede in Cecenia e proprio per questo alcuni gruppi affiliati allo Stato Islamico hanno messo una taglia di 5 milioni di dollari sulla sua testa. Eppure, non è detto che il ruolo ritagliato da Putin non cominci ad andare troppo stretto all’enigmatica personalità del leader ceceno.

_ Nelle ultime settimane Kadyrov ha manifestato più volte il desiderio di ritirarsi dalla vita politica, al termine del suo mandato presidenziale, che scadrà ad aprile, e di volersi dedicare alla famiglia e allo studio del Corano. Le sue parole hanno causato un moto di disperazione in tutta la Cecenia, ma anche in altre parti della Russia; tanto che l’hashtag  #Ramzandontgo è stato condiviso da più di dieci mila persone e lo stesso Putin ha fatto capire di non condividere la scelta del presidente ceceno. Ora, nonostante Kadyrov sembri essere tornato sui suoi passi, diversi commentatori credono che dietro il tira e molla fra Cremlino e Cecenia andrà avanti a lungo.

Del resto la storia della Russia e del Caucaso è piena di episodi di rivolte interne e tradimenti, e solo il tempo ci potrà dire se Kadyrov potrà ancora essere considerato un alleato affidabile di Mosca in Cecenia.

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