Il paese dei pupazzi

_di Carlo Alberto Miani

_Oggi si festeggia la giornata mondiale delle marionette.
Noi approfittiamo dell’occasione per parlare di un programma televisivo fatto con pupazzi di gommapiuma che ha fatto la storia della televisione russa e che ha raccontato la storia della Russia mentre accadeva.

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Stiamo parlando di KUKLY (tradotto: “pupazzi”), andato in onda dal 1994 al 2002.
Si tratta dell’omologo russo di un format ampiamente diffuso nei paesi occidentali (Spitting image in Gran Bretagna, Gli Sgommati in Italia, ecc.), tuttavia ci sono diversi motivi che rendono Kukly un pogramma speciale.
Sebbene sia data per scontata in molti paesi europei, in quei tempi in Russia la satira era una novità. Di conseguenza, un programma TV satirico in chiaro su una delle maggior reti nazionali e in prima serata era qualcosa di rivoluzionario (e lo sarebbe anche rispetto alla televisione russa attuale).
Kurkly faceva satira sulla politica e sulla società in maniera irriverente, politicamente scorretta ed esilarante senza piegarsi a tentativi di censura dall’alto.
Kukly era libero e non guardava in faccia a nessuno, nemmeno al Presidente della Federazione Russa. Non aveva paura di rappresentare Yeltsin e il suo seguito nella trama di un film di vampiri oppure Putin nei panni di Girolamo Savonarola.

Questo programma ebbe un successo strepitoso e fu trasmesso per 8 anni in prima serata tenendo milioni di telespettatori incollati allo schermo per seguire le avventure degli omologhi “sgommati” di Eltsin, Gorbačёv, Putin, del comunista Zjuganov e di tanti altri personaggi della politica, della società e dello spettacolo di quegli anni.
In tempi particolarmente bui per il paese (se non sapete cos’è successo in Russia negli anni ’90, chiedetelo a un russo), questo programma dava al pubblico la possibilità inedita di deridere quell’élite responsabile delle sue disgrazie.
Nell’era d’oro delle reti private emergenti e della libera informazione, NTV, il canale che trasmetteva Kukly, entrò nella leggenda. Il suo notiziario era curato da una squadra di cronisti formidabili che con i loro scoop e la loro professionalità fecero la storia del giornalismo. Su NTV il telegiornale e i pupazzi insegnavano al pubblico che cos’è la libertà.

Nel 2000 una “nuova gestione” si insediò al Cremlino iniziarono aspri contrasti fra Vladimir Putin e alcuni importanti oligarchi che controllavano una parte importante dell’industria e dell’informazione. Uno di loro, Vladimir Gusinskij, era appunto il proprietario di NTV.
Al Cremlino non piacque la copertura “eccessivamente disinvolta” che il canale forniva sulla prima carica dello stato, quindi sia il notiziario di NTV che Kukly si trovarono al centro della bufera.
Dopo un’intricatissima vicenda giudiziaria, nel 2000 Gusinskij fu costretto dal governo a cedere, in cambio della libertà, la sua quota di maggioranza in NTV a Gazprom, gruppo industriale di proprietà dello stato.
Gazprom prese il controllo della rete il 14 aprile 2001 liquidando la dirigenza e portando alle dimissioni di massa della quasi totalità della redazione giornalistica. Nel frattempo, Gusinskij fuggì all’estero.
Kukly sopravvisse ancora per qualche tempo ma non fu più lo stesso. L’ultima puntata fu trasmessa il 29 dicembre 2002.

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