Panama Papers: la Russia reagisce

_ I Panama Papers sono arrivati anche a Mosca. E il Cremlino parla di putinofobia. Oltre al violoncellista amico di Putin, ci sarebbero altre personalità coinvolte. Facciamo il punto della situazione.

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_ Panama Papers: di cosa si tratta?
Sono 11,5 milioni di documenti, emersi durante un’enorme indagine giornalistica che ha coinvolto circa 400 giornalisti provenienti da 76 Paesi diversi. Nell’occhio del ciclone c’è lo studio legale panamense Mossack Fonseca, il quarto studio legale specializzato in operazioni di offshore. I documenti raccolti descrivono l’attività di numerose compagnie dal 1977 al 2015 in merito all’occultamento di miliardi di dollari tramite conti offshore. Attività in cui potrebbero essere coinvolti anche capi di Stato, politici e celebrità.

A lanciare l’indagine è stato il Suddeutsche Zeitung, giornale tedesco che ha ricevuto l’enorme mole di documenti e l’ha inoltrata all’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ). L’indagine ha richiamato l’attenzione di 107 diverse testate, tra cui la BBC, il Guardian. In Russia, si è interessata all’indagine la testata Novaja Gazeta, in collaborazione con l’OCCRP, il Centro di Studio sulla Corruzione e sulla Criminalità Organizzata. Anche Vedemosti ha espresso il proprio interesse per questa vicenda.
Non sono mancate le reazioni di Dmitrij Peskov, portavoce del Presidente della Federazione Russa.

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_ Chi c’è nella lista?
L’elenco completo di persone e compagnie coinvolte nello scandalo verrà pubblicato a inizio maggio. L’ICIJ ha già confermato che in questa lista ci sarebbero 12 capi di Stato (ritirati o in attività), 128 politici e anche celebrità di livello mondiale come Lionel Messi.
Stando ai dati di Fusion, testata partner di ICIJ, ci sarebbero personalità vicine al presidente Vladimir Putin: gl imprenditori Arkadij e Boris Rotenberg e il violoncellista Sergej Roldugin. Sarebbero coinvolti anche il presidente ucraino Poroshenko, la famiglia del presidente dell’Azerbaijan, il figlio di Kofi Annan, il re saudita Salman, il primo ministro islandese e il padre del primo ministro inglese David Cameron.

_ Cosa succederà?
Ogni caso è una storia a sé. La autorità fiscali e amministrative di alcuni Paesi si sono già mosse per ottenere tutta la documentazione e avviare ulteriori indagini. Per ora è difficile capire quali rischi giudiziari aspettano i clienti dello studio Mossack Fonseca.

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_ Il violoncellista di Putin
Il violoncellista Sergej Roldugin è un amico fidato di Vladimir Putin. Nel corso del 2015 gestiva compagnie offshore con fatturati di oltre 2 miliardi di dollari. Stando a Novaja Gazeta e all’OCCRP, queste imprese compivano transazioni sospette in grado di creare ricavi di svariati milioni di dollari al giorno. Per esempio, accedevano a credi plurimilionari senza alcuna copertura finanziaria e ricevevano fondi a tassi ridotti provenienti da imprese russe.
Roldugin è amico di Putin sin dagli anni ‘70 e, a differenza di altri businessmen vicini al Presidente, è sempre rimasto nell’ombra. A grandi linee, si sapeva solo che è in possesso del 3% delle azioni della Banca di Russia (il cui azionista principale è l’imprenditore Jurij Koval’chuk).
Secondo le rivelazioni di Novaja Gazeta, il violoncellista gestirebbe 4 compagnie offshore: due in maniera diretta, due tramite i propri rappresentanti.
Le tre fonti di denaro citate dai giornalisti sono: transazioni sospette nel mercato azionario, entrate provenienti da miliardari russi, prestiti dalla banca cipriota RCB (controllata dalla russa VTB).
Parte del ricavo delle compagnie di Roldugin tornava in Russia. Ad esempio, nel 2011 una di queste imprese elargì prestiti all’1% alla compagnia Ozon (sorta di Amazon russa).

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Secondo la fonte contattata da Novaja Gazeta, “nella risoluzione di questioni pratiche e talvolta non pubbliche, a Vladimir Putin serve una persona di cui ci si possa fidare ciecamente, per poter osservare lo stato reale delle cose. […] Inoltre, Roldugin non ha mai preso niente, non è attratto dalla vita lussuosa. Nel nostro circolo lo chiamiamo ‘il principe Myškin’ [ingenuo protagonista de L’Idiota di Dostoevskij, ndt].”
Lo stesso Sergej Roldugin ha dichiarato ai giornalisti di essere “coinvolto in questo business già da molto tempo, ancora prima della Perestrojka, e poi tutto si è sviluppato.” Ha fatto poi notare che teme di rilasciare un’intervista, dato che alcuni giornalisti tedeschi, dopo un suo rifiuto, hanno scritto che “Putin ha spaventato i suoi conoscenti e amici a tal punto, che hanno paura di parlare.”

_ I russi coinvolti
– Kira Turchak: moglie dell’attuale governatore della regione di Pskov, dal 2008 al 2015 avrebbe gestito una compagnia registrata alle Isole Vergini Britanniche. Nel 2013 la sua imprese avrebbe dovuto chiudere, stando alla legge che impedisce ai funzionari pubblici e ai loro parenti di possedere attività all’estero.
– Tatjana Navka: moglie di Dmitrij Peskov, portavoce di Vladimir Putin. Nel 2014 registrò la sua Carina Global Assets presso le Isole Vergini Britanniche, con un volume di affari di oltre un milione di dollari. Ha dichiarato di non saperne nulla.
– Boris Dubrovskij: ex-governatore della regioni di Celjabinsk, avrebbe emesso cambiali a se stesso tramite una compagnia offshore. Curioso il fatto che i nominativi apparsi sui documenti parlino di un “Mr. Boris” e una “Ms. Natalija”. Ha rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti.
– Aleksandr Machonov: ex ministro degli Interni, con i fondi sospetti avrebbe creato il progetto NemoTV, servizio Internet che permette di vedere film e serie online. Gli investimenti si aggirerebbero sui 20 milioni di dollari.
– Denis Zubov: 22 anni, figlio del viceministro degli Interni.
– Deputati della GosDuma, il Parlamento russo: Viktor Zvagelskij, Michail Slipenchuk, Aleksandr Babakov.
– Personalità vicine alla RZD, l’azienda che gestisce le ferrorvie russe. Nel particolare si parla di Aleksej Krapivin, figlio dello stretto collaboratore dell’ex direttore dell’azienda Vladimir Jakunin.

_ Reazioni russe
Il portavoce del Presidente Russo, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che nei Panama Papers non c’è niente di nuovo su Vladimir Putin: “Riguardo a Putin non c’è niente di concretamente nuovo, mancano ulteriori dettagli.” Stando alle sue parole, il Cremlino non è intenzionato a commentare le pubblicazioni emerse da questa indagine giornalistica, in quanto fondate su speculazioni.

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Peskov ha poi aggiunto: “Risulta evidente che nel mondo il grado di putinofobia ha raggiunto un livello talmente alto che a priori non si deve parlare bene né della Russia né dei suoi successi o delle sue azioni.”



Articolo redatto sulla base del materiale fornito da Meduza.

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